BIOGRAFIA PAG3 - Stefano D'Orazio

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Alice cover la mia poca grande età
Per andare a promuovere il “libello”, iniziò una sorta di “tour de force”, quello che, con Varis, Stefania e Elena i miei angeli custodi, ribattezzammo “ Il giro d’Italia in 90 tappe”: mattina, pomeriggio e sera in tante città diverse, radio, pranzi, cene nelle librerie e nelle sale conferenza e puntualmente “firmacopie” con foto ricordo, una roba che non mi succedeva  dai tempi dei Pooh più scatenati.
Quella ginnastica mi scekerò fino al marzo del 2019 e nel frattempo il mio “Non mi sposerò mai!” raggiunse la quarta edizione e ancora una volta  mi convinsi che il mio editore stampava 10 copie alla volta altrimenti con quattro edizioni “consistenti” sarei finito tra i “Best Seller Internazionali” o minimo mi avrebbero assegnato “L’Oscardabagno”, invece a malapena sfiorai il 218° posto in una libreria di Cinisello Balsamo, ma in compenso di cena in cena, di firmacopie in firmacopie, vendetti 81 libri e ingrassai 15 kili!
piccy da piccola
Ad aprile di quel sabatico 2019, con Roby riprendemmo in mano un progetto complicato ed ambizioso che girava nei nostri computer dagli inizi del dopo Reunion: un Opera Nuova tra il Rock e il Sinfonico: una rilettura fantasiosa ed inedita di un qualcosa che avevamo sfiorato negli anni dei nostri inizi Poohici e che ora sentivamo il bisogno di sviluppare e di evolvere. Oltre 5 ore di musiche e liriche che, con estenuanti riunioni e provini condensammo in “soli” 150 minuti. Per scaramanzia non volevamo dire di che si trattava, ma fu il segreto di Pulcinella perché non so come, ma più di qualcuno, sapeva perfettamente di cosa andavamo scrivendo anche se noi a tutt’oggi continuiamo a negare tutto!
A provini finiti ci accorgemmo che come al solito, avevamo messo insieme un “Colossal Giurassico”, una sorta di “Pinocchio 2 la vendetta” o se possibile ancora più esagerato.
Ci incontrammo con i produttori più accreditati che alla fine degli ascolti tra copioni e bozzetti, barcollavano tra entusiasmi e disperazioni della serie: “E’ bellissimo, …. ma per mettere su questa roba, bisogna venderci il Colosseo… e poi, dove lo facciamo girare?” verissimo, ma le condizioni di D’Orazio Facchinetti erano: “O così, … o niente!” e navigammo per mesi barricandoci nelle nostre convinzioni.
Finalmente verso fine anno, dei “Produttori Internazionali” si presentarono con una proposta rivoluzionaria che, sebbene costosissima, poteva perlomeno essere “itinerabile” nei grandi spazi: una cosa innovativa e straordinaria che ci fece passare le feste ringraziando Babbo Natale: con l’anno nuovo saremmo passati alla fase realizzazione.

Nel frattempo nei mesi di dubbi e riunioni, scrissi due romanzi e, in combutta con Stefano Cenci, infilai delle canzoni in una commedia esilarante del mitico Maurizio Micheli, una sorpresa umana ed artistica di quelle che non si dimenticano.
pinnochio il musical logo
E arrivò il 2020 e tutti questi progetti si schierarono contemporaneamente sui blocchi di partenza, mi stava aspettando un anno affollato e fin troppo stimolante: un Opera, due Romanzi da far uscire, la Commedia di Micheli e una serie di altre iniziative editoriali e televisive ormai avviate,
ma a sconvolgerci la vita si rovesciò sul Pianeta l’incubo Corona Virus che cancellò di un colpo tutti i programmi e tutte le aspettative del mondo intero.
pinocchio il grande musical locandina
Chiudemmo le nostre velleità nei cassetti e ci affacciammo annichiliti ad assistere alla disfatta del nostro mondo perfetto. Stava succedendo tutto quello che non avevamo mai previsto e ne noi, ne nessuno, avrebbe mai potuto immaginare.
Tutto quello che fino al giorno prima era indispensabile, tragico o urgente, si dissolse in un lampo lasciando spazio solo alla disperazione per un qualcosa di sconosciuto e più grande di noi.
E cominciarono i bollettini di guerra, i contagiati, i morti, gli ospedali al collasso, i medici e gli infermieri devastati tra le corsie delle rianimazioni, le bare accatastate nelle navate delle chiese, una guerra contro un nemico spietato ed invisibile.
Roby era proprio nell’occhio del ciclone in quella Bergamo in testa alla terribile classifica dei decessi che i notiziari ogni giorno ci andavano illustrando e, rifugiandosi nella sua musica, scrisse un brano accorato che mi fece ascoltare al telefono in una delle ultime mattine di marzo quando l’Italia, per eccessi di contagi, veniva blindata in quarantena. Io da Roma, mi lasciai ispirare dalle emozioni che Roby da Bergamo mi aveva soffiato addosso, e in poche ore nacque “Rinascerò Rinascerai” un canto pieno di disperazione e di speranza che in due giorni divenne canzone senza ripensamenti ne orpelli e appena due giorni ancora dopo era su tutte le piattaforme multimediali con l’intento di devolvere tutti i diritti di ogni tipo all’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo per far fronte ad una emergenza mai vista prima.
In un video realizzato in una notte, tutti i medici, gli infermieri ed il personale dell’Ospedale si lasciarono fotografare con un cartello in bella vista con su scritto “Rinascerò Rinascerai” e  
a questi si aggiunsero i giocatori dell’Atalanta compreso il Presidente ed il Mister sullo sfondo di una Bergamo deserta, mettemmo in rete il Clip che in poche ore divenne virale.
Ascolta il brano
RINASCERO' RINASCERAI
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L’iniziativa è andata oltre tutte le nostre aspettative e appena una settimana dopo, “e siamo arrivati ad aprile”,  “Rinascerò” a varcato tutti i confini e ha raggiunto oltre 13 milioni di scaricamenti, è stata tradotta già in 10 lingue dal Giapponese al Vietnamita, dal Francese al Polacco, dal Greco al Portoghese all’Inglese e incisa in ognuno di questi paesi da interpreti prestigiosi e perfino dall’orchestra Sinfonica Cinese di Hong Kong..
Tutto questo è successo in pochi giorni spontaneamente e con generosa sincerità. Tutti hanno voluto rinunciare ai proventi che queste pubblicazioni produrranno destinando agli Ospedali delle loro nazioni i ricavi delle diverse versioni.

L’hanno definita un inno alla speranza e al riscatto e questo è molto di più di quello che Roby ed io avremmo potuto immaginare e possiamo dire solo un grande grazie a chi si è lasciato trascinare dalle nostre emozioni….. e “quando tutto sarà finito, e torneremo a riveder le stelle”, avremo modo di riabbracciare forte e veramente, tutti quelli che si sono uniti a questo coro di solidarietà rivolto a tutti noi.
Se sapremo imparare qualcosa da questa tragedia, magari ci accorgeremo che il Mondo è meno peggio di come ce lo raccontano e forse qualcosa si può ancora raddrizzare.

Nel frattempo, il futuro può attendere!
firma stefano
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