HOME_donne - Stefano D'Orazio

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….. potremmo cavarcela in mille modi, ma forse finita la festa e, come si dice, “gabbato lo santo”, potremmo stenderci nel nostro candido lettino, pensare un attimo e fare un piccolo esame di coscienza.
Non siamo certo noi che con il nostro carattere prevarichiamo le nostre donne.
Non siamo certo noi che pretendiamo l’impretendibile.
Non siamo certo noi che urliamo le nostre ragioni e non vogliamo ascoltare.
Non siamo certo noi violenti e intolleranti, gelosi e possessivi.
Non siamo certo noi…..
No! Noi siamo quelli buoni!
Ma allora chi sono gli uomini che rendono impossibile la vita delle donne?
Quelli che affollano i TG con le loro eroiche gesta da maschietti irrisolti?
Quelli che: se sarai gentile con me….
Quelli che: è una questione di principio….
Quelli che: ho detto Basta!
Sono questi i mostri? Certo che si! E la lista dei “cattivi” non si fermerebbe qui.
E noi “buoni” che possiamo fare oltre a disapprovare e a indignarci?
Forse potremmo buttarla sui consigli: raccomandare alle nostre donne e alle nostre figlie di non accettare mai una qualunque prevaricazione, di non scusare mai una violenza per grande o piccola che possa apparire, di non permettere mai che ci sia una seconda volta a qualunque prepotenza.
Buona la prima!
Stroncare sul nascere ogni velleità di sopraffazione e non dare mai una seconda possibilità a chi, magari lacrimando vi racconterà che “…non voleva” deve essere un comandamento.
Saper rinunciare all’eterna tolleranza che fa di voi donne delle “sante donne” è  la prima regola per allontanare e reprimere ogni tentativo di vessazione.
Ogni abuso perdonato, nel tempo diventerà inevitabilmente abitudine.
Facile parlare per chi non è nel tunnel!
E’ vero è facile parlare, ma forse per chi nel tunnel non è ancora entrata, possiamo improvvisare un facile consiglio:
Prima di eleggere un “Principe Azzurro” passatelo alla candeggina e al primo segno di scolorimento, magari soffrendoci anche un po’, buttatelo nel non riciclabile!
E allora l’augurio per questo 8 marzo potrebbe suonare così:
Non fiori, ma uomini per bene!
                                                                                                                                           Stefano D’Orazio

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