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...in treno invece è tutto più facile...
Di solito le stazioni sono in centro alle città quindi il tragitto da casa, se abiti entro le mura, è sicuramente più breve. Te la cavi (se il traffico è indulgente) con una mezz’ora di viaggio e qualche cinquanta euro di taxi.
Una volta in stazione ci si ritrova tutti in adorazione con il naso all’insù a contemplare il tabellone delle partenze dove mediamente i treni regionali, in quanto a “delay”, fanno sempre un gran figurone. Invece gli Italo e i Trenitalia (frecce di vari colori e metalli preziosi) stanno dentro a ritardi accettabili e la suspense sta nel fatto che fino a pochi secondi prima dell’arrivo o della partenza di un qualunque convoglio, non è dato sapere in quale cazzo di binario arriverà il tuo treno. Credo che nella stanza dei bottoni ci sia una sorta di slot-machine dove gli addetti puntano a caso dove imbucare il treno in arrivo e solo quando sentono pronunciare il fatidico “stop al televoto” accendono il numero fortunato sul display dando così il via alla corsa dei viaggiatori in attesa verso il marciapiede estratto con inevitabili tamponamenti, ingorghi di maxi-trolley e conseguenti constatazioni amichevoli, il tutto sotto gli occhi attenti delle telecamere di sicurezza che in caso di contestazioni, possono stabilire con certezza l’ordine di arrivo dei concorrenti alle carrozze assegnate.
Per salire su un treno si può arrivare anche all’ultimo minuto magari anche senza biglietto perchè tanto, con un piccolo supplemento di neanche il 300% del costo originario, ci si può accordare a bordo con il controllore di turno.
In treno, altro benefit, non ci sono limiti ai bagagli, per cui puoi organizzare anche un trasloco di casa stivando mobili e masserizie in un paio di 100 valigioni cinesi e caricarli sul tuo vagone senza costi aggiuntivi, poi nelle stazioni, e qui viene il bello, non ci sono controlli di sicurezza tipo aeroporto, per cui volendo si può salire a bordo con un ordigno fai da te e farlo brillare sotto le gallerie dell’appenino in direzione Bologna scendendo magari a Firenze e aspettare di nascosto l’effetto che fa.
Questo fatto mi lascia perplesso: come mai in un aereo di mediamente 150 posti, prima dell’imbarco, ti rivoltano come un calzino e non si può portare a bordo (per motivi di sicurezza)  neanche un quarto di minerale ed invece su un treno che trasporta di solito 600 passeggeri ti fanno salire senza neanche darti una palpatina al culo?
Sarà che i precedenti di esplosioni e dirottamenti gravano quasi tutti sugli aeroplani per cui un eccesso di controlli è giustificato dal mantra “meglio essere perquisiti che commemorati”
Fatto sta che salire su un treno è facile e veloce e una volta a bordo, si possono usare computer, telefoni e tutte le altre diavolerie elettroniche senza rischiare di far schiantare il convoglio, e questo non è poco. Si lavora, si risponde alle mail, ci si scambia foto, si vedono film e notiziari, insomma si sta un po’ come a casa salvo che mentre tu fai, il treno va.
Praticamente su un tragitto medio tipo Roma-Milano, ci si mette da casa a casa lo stesso tempo che con l’aereo con la sola differenza che, ci si schianta su un sedile senza passare attraverso le “prassi aeree” che ti rendono continuamente “provvisorio”  dal check al control, dal gate al bus, dal bus all’aereo e ancora bus e ritiro bagagli (quando ti va bene e non devi perdere un altro paio d’ore per denunciare eventuali e non rari smarrimenti)
Insomma, fino a che siamo sui 1000 chilometri preferisco il treno, in caso di Australia, l’aereo diventa inevitabile e c’è poco da lamentarsi, anzi: Volare oh, oh, Cantare oh, oh, oh, oh!


Stefano D’Orazio



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