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sdo home gennaio
Ed ecco a voi gennaio!
Tutto ricomincia.

Come sempre tiriamo una riga sull’anno che finisce e, tra buoni propositi e consuntivi, ci rimettiamo al nostro posto.
La dieta promessa, e puntualmente rimandata al dopo feste, ci sfida minacciosa.
Alleggeriamo il telefonino cancellando un po’ di numeri inutili, eliminiamo un po’ di messaggi compromettenti della serie “hai visto mai” e spediamo gli ultimi sms di “grazie e buon anno anche a te!” e ora? …..  tocca a Lui!

E’  il “grande momento”, quello che abbiamo rimandato da sempre: l’ultima volta che siamo stati seriamente tentati di mettere mano al marasma dell’armadio 20 stagioni che incombe di fronte al letto, c’era ancora “Il pulcino Pio” in classifica, ma ci avevamo subito rinunciato non sapendo da che parte  cominciare, però stavolta si fa sul serio.
E allora vai!  
Lo spettacolo che ci si presenta dinnanzi è da metrò nell’ora di punta: le cose appese alle stampelle fanno un effetto folla che neanche a Disneyland nel giorno di San Mickey Mouse, comunque o adesso o mai più!
Con risoluto coraggio, rovistiamo nei cassetti strabuzzanti di robe mai messe e con un gesto di grande determinazione, infiliamo in un sacco condominiale, sinistramente nero,  quello che finalmente abbiamo deliberato che “non ci metteremo mai più”: destinazione dell’insaccato, parenti magri under 21 o parrocchie limitrofe con compagnie amatoriali di teatro off-off.

Durante questa dolorosa selezione di tanto in tanto ci viene da chiederci: “Ma che cazzo mi diceva il cervello quel giorno che ho comprato questa giacca?” e quasi con repulsione infiliamo il male assortito capino fuxia tra le altre oscene meraviglie frutto di altrettanti momenti sconsiderati.
Ma si può essere più coglioni? Ci viene da chiederci all’ennesimo insaccamento. La risposta potrebbe facilmente essere NO! Ma conoscendoci, il dubbio che al peggio non c’è mai fine ci attanaglia inesorabile.
E allora vai con i jeans a campana che erano tornati di moda e che non abbiamo avuto neanche il tempo di infilarceli che la moda era già passata, vai con il maglione double face sado-maso pieno di lampo, bottoni e lacci che se ti capita una storia all’improvviso, magari consumabile in macchina,  prima di riuscire a liberarti dallo scafandro modello Houdini la partner di turno fa in tempo a fare voto di castità e magari a rispettarlo per almeno sei mesi.
E vai con le scarpe di Gianluca Gimini riprodotte con il packaging del caffè Paolista (il giorno di quell’acquisto sono certo che sarei risultato positivo all’antidoping)
E vai, e vai…..

Al quinto saccone condominiale, come travolti da un sintomo di “smaltimento compulsivo” ci si sente esausti ed appagati come dopo una notte trascorsa con Salvini e Di Maio aiutandoli a casa loro. Nell’armadio rimangono appese poche cose dignitosamente normali. Si fa solenne promessa di non ricaderci mai più, si chiudono le ante e ci si schianta sul letto. La visuale è la stessa di sempre, ma sappiamo con un misto di gioia e dolore che dietro agli sportelli del nostro guardaroba, ormai felicemente chiuso, niente sarà più come prima.
Si, …vabbè, ….. ma stasera, che cazzo mi metto?
Stefano

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Ultimo aggiornamento 08 gennaio 2018 ore 9.00


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